IL MESSAGGERO
sabato 10 marzo 2001
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Disagio giovanile, colpe in famiglia

Ragazzi che annegano nella noia e nella depressione nel gruppo, pronti ad affidare alla bravata di una sera il senso della propria esistenza. Bambini piccolissimi che sognano segretamente di convivere non più con mamma e papà, ma con gli amici su cui hanno trasferito affetti e aspettative. Sono le ombre che il terzo millennio proietta sul rapporto tra i giovanissimi e i loro riferimenti vecchi e nuove: la scuola, la famiglia ma anche il gruppo dei pari età. Ombre, su cui da ieri aiuta a far luce il convegno nazionale organizzato per celebrare i vent'anni di attività del Centro di solidarietà pescarese, aperto dalla presidentessa Anna Durante all'hotel Serena Majestic di Montesilvano di fronte a una platea di centinaia di operatori sociali e insegnanti. 

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Anna Durante premiata dal sindaco Carlo Pace

Attorno a lei e alla direttrice del forum, Milena Grilli Zanchini, si sono stretti i rappresentanti delle maggiori istituzioni locali: "La nostra storia è costituita da tanti eventi che hanno le loro radici in coloro che hanno camminato insieme in vent'anni. Chi opera nel sociale sperimenta che non c'è mai un punto d'arrivo" ha detto la Durante. A lei, il sindaco di Pescara Carlo Pace ha consegnato una targa ricordo "per l'attività spesa in vent'anni al servizio della collettività". E attestazioni di stima sono arrivate anche dal procuratore generale Bruno Paolo Amicarelli, presente in platea con il collega pescarese Enrico Di Nicola: "Da giovane sostituto procuratore, nel Ceis trovai un punto di riferimento unico per discutere dei problemi dei ragazzi". Sui rapporti tra scuola e famiglia si è soffermato il provveditore agli Studi, Sandro Santilli: "Si limitano alle richieste sul rendimento in classe dei figli, la scuola come istituzione non interessa. Forse è colpa della scuola, talvolta timorosa di un'ingerenza del mondo esterno. Ma spesso, è proprio un cattivo rapporto con l'istituzione scolastica a motivare abbandoni e dispersioni". 
Si interroga la scuola sulle radici del disagio, ma anche la famiglia finisce sotto la lente d'ingrandimento: "Gestire il conflitto tra genitori e figli, senza nasconderlo con la retorica dei buoni sentimenti è il segreto per la crescita umana degli adolescenti, spinti altrimenti a considerare il gruppo dei pari età come il rifugio di tutti gli affetti" ha detto lo psicologo milanese Diego Miscioscia. Oggi il convegno riprende con gli attesi interventi di Luigi Cancrini e Vittorino Andreoli.

S.d'A. 


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