“CANNABIS 
come perdere la testa e a volte la vita”
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Recensione di Stefano Di Muzio*, 2007/10/24

 

copertina libro

Titolo: Cannabis.
Come perdere la testa e a volte la vita
Autore: Risé Claudio
Editore: San Paolo Edizioni
Data di Pubblicazione: 2007
Pagine: 220
ISBN: 8821559246
ISBN-13: 9788821559242
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“La cannabis non è una sostanza leggera”. Quest’affermazione non è mia ma del Consiglio Superiore di Sanità e me ne servo in ogni approccio iniziale che ho con genitori e ragazzi che si rivolgono per chiedere aiuto al nostro Centro. Lavorare nei Gruppi Speciali con gli adolescenti che usano o hanno usato droghe non è affatto semplice. Constato quotidianamente, infatti, quanto vengano sottovalutati gli effetti delle cosiddette “droghe leggere” sulla psiche dell’uomo. Nell’arco di tempo di un anno si sono rivolte a noi, in numero sempre crescente, famiglie con ragazzi che, oltre ad avere una dipendenza da sostanze, presentano patologie psichiatriche di notevole gravità come psicosi, disturbi di personalità borderline, depressioni bipolari, disturbi alimentari, ecc. Tutti questi ragazzi hanno iniziato ad usare cannabis e marijuana prima dei quindici anni. Spesso ci troviamo nell’impossibilità di poter svolgere il nostro lavoro applicando i nostri metodi sperimentando su noi stessi la frustrazione di non essere adeguati alla risoluzione del problema che ci viene chiesto di risolvere.
Ho potuto verificare, leggendo “Cannabis” di Claudio Risè, che gli interrogativi miei e dell’équipe di cui faccio parte sono gli stessi che hanno alimentato e avviato tutte le ricerche a livello mondiale rispetto agli effetti collaterali della cannabis e della marijuana. Con amarezza e preoccupazione guardo alla “svalutazione” del governo italiano in merito a questo delicatissimo argomento. Il Consiglio Superiore della Sanità ritiene che l’uso di cannabis sia gravato da pesanti effetti collaterali quali dipendenza, possibile progressione all’uso di altre droghe come cocaina e oppioidi, riduzione delle capacità cognitive, di memoria e psicomotorie, disturbi psichiatrici quali schizofrenia, depressione e ansietà, possibili malattie broncopolmonari. La relazione annuale al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia 2005 afferma che da 8 a 11 milioni di italiani approvano l’utilizzo di cannabis e lo ritengono non dannoso per la salute. 
Il libro di Claudio Risè oltre a descrivere con chiarezza ed onestà le problematiche inerenti alla realtà dei consumatori di cannabis e marijuana mette in evidenza, coraggiosamente, le profonde discrepanze tra ciò che emerge dalle ricerche scientifiche e i pareri politici e sociali. Inoltre offre un validissimo aiuto, non solo agli addetti ai lavori, ma anche ad altre figure come genitori, insegnanti, parroci ecc. nel poter chiarire molti dubbi rispetto a questa sostanza che in modo subdolo entra nelle vite dei ragazzi modificandone sogni e comportamenti.


*Operatore dei “Gruppi Speciali”


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