L'Associazione Famiglie del Centro di Solidarieta` di Pescara e` nata nel 1985. In questi 15 anni si sono succeduti alla sua presidenza, operando sempre con intelligenza e spirito di sacrificio, Teresa, Clorinda, Gianfranco e Rolando. L'Associazione si e` costituita come risposta alla necessita` di realizzare, gratuitamente e con spirito di solidarieta`, una serie di "servizi" a supporto della struttura.
Varia e` la tipologia dei suddetti "servizi", che vanno dal centralino alla presenza, dall'animazione al primo orientamento, dall'accoglienza di quei ragazzi che non hanno famiglia, all'importante impegno dei gruppi di auto-aiuto.
Questa grande mole di lavoro viene affrontata dall'Associazione Famiglie con la forza e la convinzione di un esercito ricco di risorse, che agisce con coraggio in trincea, sempre pronto al servizio dell'ascolto e dell'accoglienza. Unito, anzi cementato, dal ricordo incancellabile di quanto a suo tempo ricevuto e dalla spinta solidaristica a restituire con slancio. "Aiutare l'altro non e`vivere a meta`, ma vivere due volte".
Marcello Piani

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Ecco le testimonianze di due mamme dell'Associazione.
RICOMINCIARE A VIVERE
"Entrai al Centro di Solidarieta` di Pescara con mio figlio per un suo programma terapeutico alla fine del 1988. Siamo nel 2001 e sono ancora qui. Ho creduto in questa struttura, nel Progetto Uomo e credo, con la mia profonda appartenenza ad essa, di restituire oggi sia pure in piccola parte il "tanto" che ricevetti anni fa, quando tutto mi sembrava perduto. Insieme a mio figlio ho affrontato la sofferenza con la speranza di farcela e ripercorrere la strada smarrita dei valori e della dignita` umana.
Oggi, grazie a "qualcuno che lassu` ci ama", alla determinazione di mio figlio, al mio amore per lui e all'aiuto professionale e umano degli operatori del Centro di Solidarieta`, l'amore alla vita ha ripreso felicemente il suo consapevole sopravvento".
Maria Bruna
ACCOGLIERE E CONDIVIDERE
"Sono arrivata al Centro di Solidarieta` nel 1997, per affrontare la tossicodipendenza di mio figlio. Insieme abbiamo iniziato un programma terapeutico volto a superare quei disagi che portano alla droga.
Cio` che mi ha colpito all'arrivo, e soprattutto man mano che andavamo avanti, sono state l'accoglienza e la condivisione con i genitori volontari, che ho trovato all'interno del Centro. Mi hanno aiutato nei momenti di sconforto e fatto intravvedere una speranza.
Oggi che mio figlio ha concluso il suo programma, sono rimasta proprio per restituire quell'aiuto e quella speranza che mi sono stati dati in un momento difficile e, all'apparenza, senza uscita: per testimoniare che cambiare e` possibile".
Marilisa |